L’obiettivo principale del progetto di restauro è stato quello di valorizzare il nucleo originario, rappresentato dal volume a pianta pressoché quadrata, sia sotto l’aspetto formale che funzionale, in modo da poter percepire l’importanza ed il valore dello spazio recuperato. Sono stati fissati dei punti guida per il progetto: evidenziare il nucleo originario dell’edificio e la sua facciata principale, conservare e consolidare il paramento murario esterno, e gli elementi di pregio mantenndo inalterate tutte le aperture di facciata, riorganizzare la disposizione di tutti gli ambienti per renderli funzionali alle richieste e alle esigenze della nuova famiglia, differenziare, attraverso i materiale e le forme, le parti nuove da quelle preesistenti.
Particolare è la storia di questo edificio, che viene costruito nel XIV secolo come “casamatta militare” o torre di avvistamento nel periodo, con funzione politica dopo la morte di Ezzelino III da Romano, e dove il fiume Astico svolgeva il ruolo di elemento di difesa naturale e lungo la sua sponda venivano realizzati dei baluardi difensivi. La progettazione, quindi, si è proposta di dare enfasi alla storia dell’edificio, essendo uno degli edifici storici più antichi del territorio.
Il carattere significante del progetto è lo sforzo di integrare l’elemento antico, laddove è stato recuperato, con l’intervento attuale connotato da un linguaggio architettonico contemporaneo, nel tentativo di costituire un dialogo tra passato e presente. Ecco allora coesistere nell’unità della casa logiche opposte e doppie: piccole finestre, come fori, nel muro antico, contro ampie vetrate nella nuova muratura; spessi muri in ciottoli e laterizio a vista nel nucleo originario contro pareti intonacate nelle parti che si sono aggiunte in epoche successive; un esterno tipicamente rustico che ricalca perfettamente l’aspetto preesistente dell’edificio contrapposto ad una vivace, colorata e articolata realtà interna che riesce a penetrare sino alla facciata interna al portico.
